Torniamo a vedere uno stile di vita piu' umano, con strade trafficate di auto, gente che sembra esprimersi in maniera leggermente piu' naturale ma comunque educata.
In giro circolano molte biciclette, per cui sul marciapiede occorre guardarsi da quelle che arrivano alle spalle e frontalmente.
Il sole non e' gradito da tutti, per cui alcuni si coprono con un ombrello per farsi ombra.
Partiamo in direzione del palazzo imperiale, circondato da un grande parco. C'e' una scolaresca di bambini in tenuta da baseball.
Scopriamo che il palazzo vero e proprio e' aperto durante la settimana ad esclusione del weekend.
Iniziamo a tornare indietro ed entriamo al Manga Museum. Si tratta di una specie di grande biblioteca, con volumi sia di edizioni giapponesi che di edizioni locali di molti manga, migliaia di volumetti, fra cui troviamo il pluri-sfogliato DragonBall e Capitan Tsubasa.
I giapponotti si lasciano prender dalla lettura, in piedi, seduti per terra nei corridoi, nella sala adibila, ma anche sul prato (artificiale) esterno, su cui io e Antonio ci fermiamo un po' ad appisolarci.
Ma prima unb piccolo giochino: vengono distribuiti ai gruppetti di ragazzi dei fogli con una serie di vignette con i baloon in bianco, e dei pennarelli: ogni gruppetto deve ordinare le vignette e scrivere le battute in modo da creare un fumetto con almeno un mezzo senso!
Il tutto si svolge con il consueto ordine giapponese, senza caos.
Nel frattempo Licia e Raffaella tornano in albergo per cambiarsi, ed indossare anch'esse lo Yukata (abito tradizionale femminile acquistato qualche giorno prima su consiglio di Keiko).
Ovviamente si guadagnano molte attenzioni, con qualche sorrisino, qualche squadratura a raggi X, e qualche "Nice!".
Io e Antonio facciamo un giro nei dintorni dirigendoci verso il fiume: un vero fiume dei fumetti con gli argini a 45' sui cui bordi sono seduti gruppetti di ragazzi. Nei locali a palafitte scorgiamo una creatura mitologica: una vera Geisha, manco fosse un unicorno!
Utilizzando la linea degli autobus arriviamo tutti nella zona di Gion, famosa per la presenza nelle sue vie antiche delle mitiche (e non solo mitologiche) Geishe.
Ci sono una infinita' di ristorantini, poi ci spingiamo in un'altra zona in cui molti giovini in abito tradizionale stan facendo baldoria nel parco all'esterno di un tempio, con alcuni di loro proprio ciucchi, eh eh :)
E vabbè. La foto con lo yukata dov'è? Forza.
RispondiEliminache meraviglia il museo del manga, credo sia uno dei tre ricordi più belli che ho di kyoto (gli altri due sono 1-un sushi bar nella galleria commerciale della stazione dovi mi sono abbuffata per tutti e tre i giorni 2-un'enorme festa all'interno di un parco con famiglie, squadre di piccoli giocatori di baseball e quant'altro <3 )
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