Oggi ci siamo divisi: in attesa che Raffaella e Tommy si svegliassero al 100%, il resto del gruppo @ andato verso Harajuku in cerca di un BAPE Store da cui Antonio cercava qualche articolo vestiario made in Japan. Gentilmente un ragazzo indica il posto accompagnandoci al negozio bello preciso.
Poi visitiamo il parco li vicino, al cui centro c'e' il tempio shintoista preceduto da imponenti porte Torii.
Per la serie di "quanti giapponesi servono per..." spazzare le foglie a terra: 6, ben organizzati, proprio come in Italia...
Raggiungiamo Tommy e Raffa ad Akihabara, il quartiere elettrico della citta', ovvero pieno di negozi che vendono articoli elettronici, di informatica e non solo.
A noi attizza per lo sconto delle tasse (duty free) per gli stranieri con passaporto.
Tommy alluzza una Canon G10, peccato che l'ultimo pezzo disponibile sia quello esposto con un graffio sul display.
Torniamo a casa, per sistemarci, e uscire finalmente a Shibuya, dove Keiko-san ci fara' da indispensabile guida.
Giungiamo al quartiere alla moda, e subito la statua del cane Hachiko ad attenderci.
Shibuya si presenta con la sua enorme piazza con insegne luminose, ed una marea di tipi, per lo piu' ragazze e ragazzi in giro fra i vari locali.
Davvero il centro del mondo.
Grazie al suggerimento di Keiko andiamo in un ottimo risporante giapponese, figo ed economico.
E poi mezz'ora di karaoke, di quello originale giappo con una saletta tutta per noi.
Le previsioni attaccate ogni giorno nell'ascensore avevano ragione... sempre pioggia di sera, ma domani sara' un'altra storia.
martedì 30 giugno 2009
lunedì 29 giugno 2009
2009 06 29 - 2 Torre di Tokyo e Roppongi Hill
2009 06 29
Sveglia programmata alle 9, e dallo squarcio della finestra delle nostre camere intravediamo un cielo azzurro.
I piani dei palazzi vengono indicati a partire dal numero 1F, piano terra, quello che viene indicato con la lettera B è sotterraneo, con il numero che aumenta con la profondità. Ecco perché siam sbucati al piano italico -1 trovando una tipa delle pulizie disorientata dal nostro accidentale arrivo.
Torre di Tokyo, saliamo a 150 metri di altezza, con vista a 360 gradi sulla città, con le indicazioni dei punti cardinali e quartieri. Ai piani alla base ci sono numerosi negozi, e attrazioni. Al museo delle cere ci sono riproduzioni di personaggi del cinema e della storia dalle abbondanti sopracciglia. Al museo del Guinness world records con immagini di Messner e della Ferrari. C'e anche una saletta organizzata dalla Tatsunoko con la proiezione di un corto in 3D di Yattaman, con la bici tandem del trio Drombo!
Ad un parco di distanza c'è il Tempio shintoista di Zojoji.
Durante il percorso per il tempio ci imbattiamo in un'esercitazione dei VVFF di Tokyo troppo spassosa..
a voi il video..
Su un albero antistante il tempio ci sono dei fogli colorati con scritti dei desideri. Ne compiliamo uno anche noi per una buona riuscita della vacanza.
Entriamo nel tempio, si stanno preparando per una cerimonia a cui parteciperanno dei monaci che arriveranno dopo.
A Roppongi Hills c'è uno dei grattacieli più alti che abbiam visto dalla Torre di Tokyo.
Giro per negozi ai piani alti.
Ci chiediamo che ci faccia una porta, uscita di sicurezza, senza altre pareti ai fianchi. Mistero.
Facciamo incetta di Yakitori al Roppongi Momodori, buoni spiedini di carne arrosto.
Sveglia programmata alle 9, e dallo squarcio della finestra delle nostre camere intravediamo un cielo azzurro.
I piani dei palazzi vengono indicati a partire dal numero 1F, piano terra, quello che viene indicato con la lettera B è sotterraneo, con il numero che aumenta con la profondità. Ecco perché siam sbucati al piano italico -1 trovando una tipa delle pulizie disorientata dal nostro accidentale arrivo.
Torre di Tokyo, saliamo a 150 metri di altezza, con vista a 360 gradi sulla città, con le indicazioni dei punti cardinali e quartieri. Ai piani alla base ci sono numerosi negozi, e attrazioni. Al museo delle cere ci sono riproduzioni di personaggi del cinema e della storia dalle abbondanti sopracciglia. Al museo del Guinness world records con immagini di Messner e della Ferrari. C'e anche una saletta organizzata dalla Tatsunoko con la proiezione di un corto in 3D di Yattaman, con la bici tandem del trio Drombo!
Ad un parco di distanza c'è il Tempio shintoista di Zojoji.
Durante il percorso per il tempio ci imbattiamo in un'esercitazione dei VVFF di Tokyo troppo spassosa..
a voi il video..
Su un albero antistante il tempio ci sono dei fogli colorati con scritti dei desideri. Ne compiliamo uno anche noi per una buona riuscita della vacanza.
Entriamo nel tempio, si stanno preparando per una cerimonia a cui parteciperanno dei monaci che arriveranno dopo.
A Roppongi Hills c'è uno dei grattacieli più alti che abbiam visto dalla Torre di Tokyo.
Giro per negozi ai piani alti.
Ci chiediamo che ci faccia una porta, uscita di sicurezza, senza altre pareti ai fianchi. Mistero.
Facciamo incetta di Yakitori al Roppongi Momodori, buoni spiedini di carne arrosto.
domenica 28 giugno 2009
2009 06 28 - 1 Ameyoko
SIBERIA, domenica 28 giugno.
Il viaggio prosegue spedito sulla Siberia, non si riesce a chiuder occhio nemmeno per quello spiraglio di buio calato e poi salutato dal sole sull'orizzonte russo. Licia ha un posto lontano dal nostro, e ha pure la sfortuna di avere due vicini di posto rompiscatole.
Qualche turbolenza sul cielo della Mongolia, proprio mentre guardo il film Gran Torino.
GIAPPONE, h 10:30
Tocchiamo il suolo giapponese!
"Buongiorno" la mia prima parola su terra nipponica, peccato per il cielo grigio.
E' incredibile notare come in un grande snodo come l'aeroporto viga l'ordine e l'efficienza: tanti addetti all'opera, dall'ordinar le file, a dar informazioni, e persino controllar la completezza dei moduli prima di presentarli all'area della verifica dei passaporti e presa delle impronte digitali (solo degli indici tramite scansione ottica).
Qualche pratica per ritirare il Japan Rail Pass, noleggiare 3 SIM della NTT DoCoMo. Scopriamo che la PostePay non funziona tentando di far acquisti, almeno sui tre tentativi fatti in diversi orari.
Il puntuale e continuamente pulito Narita Express ci porta verso la pioggia di Ueno.
Signori e ragazze con la mascherina da raffreddore. Siamo circondati da tipi con le mascherine, come anche in aereo e in aeroporto.
Le ragazze giapponesi che ci tengono all'aspetto e all'abbigliamento si riconoscono facilmente, almeno quasi quanto le lolita con gonna ricamata in pizzo e capelli solitamente tinti di biondo, per non parlar della camminata, come volendosi estraniare dalla propria cultura.
Un paio di clochard sotto i cavalcavia, non me lo sarei aspettato.
New Izu Hotel, con letti a terra, vediamo un pò di testare qualche usanza locale.
Usciamo a prender un paio di ombrelli dal piccolo negozietto Lawson.
All'Amashiroya ben sette piani di gadget fumettosi per grandi e bambini, dai giochi in scatola,m alle action figures a cose strambalate, di tutto e di più... e da cui abbiam dovuto strappar via Raffaella.
Iniziamo a girare per le vie del mercato di Ameyoko, pieno di negozi di abbigliamento, sale giochi affollate di maniaci del Pachinko, pescivendoli e soprattutto ristorantini, di quelli che si vedono nei cartoni animati che vendono il ramen cucinato come si deve, e di quelli che hanno in vetrina esposte le riproduzioni in plastica dei piatti offerti, che in realtà non rendono affatto l'idea.
Ne troviamo uno piccolo e accogliente grazie al naso di Licia e Tommaso che si erano fermati li vicino a sbavare grazie ai profumini nellaria delle strade, in cui scegliamo la cena solo fidandoci delle foto sul menu e dato che non ce n'e' uno in inglese, e il tipo proprio riesce a dir due o tre parole d'inglese, ma l'atmosfera è abbastanza spensierata ed alla fine rimaniamo soddisfatti, specie per il boccale di birra Sapporo.
Il viaggio prosegue spedito sulla Siberia, non si riesce a chiuder occhio nemmeno per quello spiraglio di buio calato e poi salutato dal sole sull'orizzonte russo. Licia ha un posto lontano dal nostro, e ha pure la sfortuna di avere due vicini di posto rompiscatole.
Qualche turbolenza sul cielo della Mongolia, proprio mentre guardo il film Gran Torino.
GIAPPONE, h 10:30
Tocchiamo il suolo giapponese!
"Buongiorno" la mia prima parola su terra nipponica, peccato per il cielo grigio.
E' incredibile notare come in un grande snodo come l'aeroporto viga l'ordine e l'efficienza: tanti addetti all'opera, dall'ordinar le file, a dar informazioni, e persino controllar la completezza dei moduli prima di presentarli all'area della verifica dei passaporti e presa delle impronte digitali (solo degli indici tramite scansione ottica).
Qualche pratica per ritirare il Japan Rail Pass, noleggiare 3 SIM della NTT DoCoMo. Scopriamo che la PostePay non funziona tentando di far acquisti, almeno sui tre tentativi fatti in diversi orari.
Il puntuale e continuamente pulito Narita Express ci porta verso la pioggia di Ueno.
Signori e ragazze con la mascherina da raffreddore. Siamo circondati da tipi con le mascherine, come anche in aereo e in aeroporto.
Le ragazze giapponesi che ci tengono all'aspetto e all'abbigliamento si riconoscono facilmente, almeno quasi quanto le lolita con gonna ricamata in pizzo e capelli solitamente tinti di biondo, per non parlar della camminata, come volendosi estraniare dalla propria cultura.
Un paio di clochard sotto i cavalcavia, non me lo sarei aspettato.
New Izu Hotel, con letti a terra, vediamo un pò di testare qualche usanza locale.
Usciamo a prender un paio di ombrelli dal piccolo negozietto Lawson.
All'Amashiroya ben sette piani di gadget fumettosi per grandi e bambini, dai giochi in scatola,m alle action figures a cose strambalate, di tutto e di più... e da cui abbiam dovuto strappar via Raffaella.
Iniziamo a girare per le vie del mercato di Ameyoko, pieno di negozi di abbigliamento, sale giochi affollate di maniaci del Pachinko, pescivendoli e soprattutto ristorantini, di quelli che si vedono nei cartoni animati che vendono il ramen cucinato come si deve, e di quelli che hanno in vetrina esposte le riproduzioni in plastica dei piatti offerti, che in realtà non rendono affatto l'idea.
Ne troviamo uno piccolo e accogliente grazie al naso di Licia e Tommaso che si erano fermati li vicino a sbavare grazie ai profumini nellaria delle strade, in cui scegliamo la cena solo fidandoci delle foto sul menu e dato che non ce n'e' uno in inglese, e il tipo proprio riesce a dir due o tre parole d'inglese, ma l'atmosfera è abbastanza spensierata ed alla fine rimaniamo soddisfatti, specie per il boccale di birra Sapporo.
Non sara'... un'avventura....
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