venerdì 17 luglio 2009

2009 07 11 - 14 Tokyo. Spendete tutto!

E' Sabato, l'ultmo a Tokyo da vivere pienamente. Andiamo da Yamashiroya per gli ultimi acquisti di gadget e pensierini. Di fronte due orsetti a grandezza umana si fanno fotografare per fini promozionali. Ad un banchetto vendono una specie di ghiacciolo, che diventa freddo quando si immerge in acqua.
Tommaso e Raffaella proseguono per la città il giro delle fumetterie.
Con Licia e Antonio andiamo ad Akihabara: Antonio acquista un iPod Touch, io qualche ultima cartolina da Laox e qualche giga di memorycard.
Davanti al Maid Cafè c'è il solito tam tam pubblicitario, facendo il vago mostro curiosità verso il luogo, e colgo subito l'occasione per trascinar Licia in questo posto stravagante. Il locale è pieno, ma aspettiamo un istante per entrare nel bar con ragazze in tenuta da cameriera kawai a servire i tavoli e mimare filastrocche altrettanto kawai.
Ci sono molti altri stranieri e qualche giapponese, in effetti ordiniamo un pezzo di torta e bevanda per 1200 yen.
Torniamo al New Izu a mollare un pò di buste, Antonio e il suo mal di testa rimangono a riposare.
Io e Licia andiamo a piedi verso Kabbabashi dori, la via dedicata agli articoli per la cucina e la ristorazione: coltelli, posate, bacchette, vasellame ed anche riproduzione costose dei piatti esposti in vetrina in molti ristoranti!
La sera abbiamo appuntamento con Keyko alle 20.30 a Shibuya.
Ci porta in un ristorantino delizioso, con ruscello e separè rustici. Come al solito Keyko ci suggerisce cose buone.
Purtroppo le linee della metro chiudono poco dopo mezzanotte, per cui, complice la stanchezza e le valigie da preparare, non possiamo scoprire altro della vita notturna di Tokyo.

sabato 11 luglio 2009

2009 07 10 - 13 Tokyo Disneyland


Lasciamo quasi all'alba il Ryokan di Kyoto.
Prendiamo lo Shinkansen per Tokyo, poi lasciamo le valigie al New Izu Hotel di Ueno, e ci diriciamo a Maihama, alla cui fermata di metro c'e' l'ingresso al parco Disney della capitale nipponica.
Stranamente ci sono pochi stranieri.
Giro in barchetta ai Caraibi fra i pirati e nei fiumi africani, con il barcaiolo vera attrazione, ah ah ah...

Ore 16:00 Solita bellissima parata ....


Ricominciamo a girare il parco. Alcune attrazioni sono un po' datate, probabilmente riciclate da altri parchi Disney, come Star Tours o il Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi...
Doppio giro sulla Spulasho Manten.

L'Elettrical Parade delle 20:00 e' davvero uno spettacolo suggestivo.
Io e Antonio torniamo un po' prima, per fare un giro a Shinjuku.
Tommy, Raffa e Licia si intrattengono per compere nei tantissimi negozietti del parco.

Lo spettacolo della Tokyo illuminata dalle proprie luci nel buio della notte e' stellare.
Licia mi chiede di cercarle il ciondolo di un Terubozu. Non trovandolo cerco di chiederlo alla commessa del negozio di souvenir. La tipa, non capendo bene l'inglese, mi da un foglio su cui scrivere. Ancora faccia persa. Allora mi passa la sua agenda-traduttore elettronico per digitare l'oggetto scaccia-pioggia, e secondo dopo secondo il suo viso inizia a mostrar meraviglia di comprensione! Ma non avendolo... prende dei fazzolettini di carta, ed in preda ad un Art-attack, con elatico e pennarello me ne realizza uno all'istante! Che tenerezza!
Continuiamo a guardare il panorama di Tokyo, e la tipa si avvicina...mostrandomi un Terubozu che vendeva l chioschetto a fianco! Che efficienza!
Tornando a Ueno, cerchiamo un posto in cui prender qualcosa da mangiare: il Marrabbio di fiducia aveva da poco chiuso, per cui giriamo nelle stradine e finiamo in una affollata... con tante signorine e buttadentro...
"Hello", e capiamo il perche' Ueno sia leggermente malfamata

giovedì 9 luglio 2009

2009 07 09 - 12 Arashiyama e Public Bath

Oggi nuova gita fuori porta, questa volta a poche fermate di treno rispetto a Kyoto.
Una volta giunti ad Arashiyama, noleggiamo le bici, anche se queste sono comode finche' si attraversa la citta, poi una volta arrivati alle salite scoscese ci si arrende e le si porta per qualche tratto a piedi. Questo almeno in prossimita' della Foresta di bambu', una grande area con altissime piante di mabu a perdita d'occhio che nascondono il cielo e lasciano trapassare pochi raggi di luce.
Per la serie "Quanti giapponesi servono per..." tagliare un rametto: 6, giusto per esser sicuri che l'alberello venga potato per bene.
Ad un incrocio tra i sentieri dela foresta, dei vecchietti dipingono il paesaggio ad acquerello.
L'umidita' nell'aria abbonda.
La zona e' frequentata in gran parte da altri visitatori stranieri: infatti di la' c'e' un turista, di la' un altro turista, di la' un clown... come!? E si, e' proprio un clown... chissa' :)
Dall'altra parte del fiume, apparentemente pescoso, molliamo le bici incastrate vicino degli scooter ed iniziamo la salita, ripida e piena di tornanti, che ci porta al Monkey Park Iwatayama, dove scorazzano liberamente alcune centinaia di scimmie di montagna! Giunti in cima si puo' dar loro da mangiare. Un primate ha preso tanta confidenza con Antonio che e' riuscito a strappargli la busta dei pezzi di mela dalle mani!
Nel frattempo qualche giapponese maniaco dell'ordine ha spostato le nostre bici mettendole ordinate in fila. Che maniaci della precisione.
Torniamo a Kyoto.

Raffaella, Tommaso, Licia e Antonio provano un bagno pubblico giapponese, vicino il nostro Ryokan.
Proprio come quelli di Roma...
Sapone e shampoo sono di default, gli asciugamani occorre portarseli, all'ingresso c'e' il porta-ombrelli con chiavetta e armadietto. Si mollano le scarpe all'anti-ingresso, e per soli 410 yen si varca la soglia: maschietti da una parte e femminuccie dall'altra.
Femminuccie-side: enorme stanza spogliatoio, con ceste in cui lasciare i propri panni. Nude fra donne nude... di eta' media sul secolo. Raffaella quasi istantanea. Si passa alla stanza del bagno, con una pila di sgabelli e bacinella, e davanti ad uno dei rubinetti ci si lava attentamente, dato che bisogna esser lavatissimi, a secchiate d'acqua.
Si passa alle vasche caldo e freddo: bollentissima blu con la scossa elettrica, verde con idromassaggio e cose balsamiche, vasca con acqua gelata, altra calda ma con massaggio diverso, e quella all'esterno sulfurea calda.
Si zompa come grilli da una all'altra.
Poi c'e' una sauna, con una mega serpentina da cui tenere le distanze.
Meglio tenere l'asciugamano bagnato di acqua fredda a portata di mano perche' l'acqua calda si inizia a sentire dopo un po'.
Le vasche non sono le solite europee: dall'esterno ha un'altezza normale, mna all'interno si raggiunge la profondita' fino alla vita.
Maschietti-side: identica, se non per la mancanza della vasca sulfurea all'aperto.
Per Tommaso nella Top5 delle cose piu' goduriose mai fatte.

mercoledì 8 luglio 2009

2009 07 08 - 11 Osaka

Oggi gita ad Osaka, a circa 50 km da Kyoto.
Antonio e Raffella girano per fumetterie in centro, riescono a trovare un tanto ricercato Pokemon Center e soprattutto si sfidano in una frenetica gara a Mario Kart terminata 3-0 per Antonio.
Io, Tommaso e Licia andiamo all'Acquario Kaiyukan, una delle piu' grandi citta' acquario al mondo, con 11000 tonnellate d'acqua.
Rimaniamo incantati dai paesaggi marini riprodotti, che rappresentano i diversi ambienti lungo l'anello di fuoco fuoco e l'anello della vita che circonda l'oceano pacifico.
Davvero enorme lo Squalo Baaaleeenaaa!
Altra particolarita': e' possibile accarezzare mante e diversi tipi di squali in una sezione apposita: mante viscide e squali ruvidi.
Pranziamo li vicino, in vui una vecchina ci prepara dei ravioli alla piastra belli sostanziosi.
Andiamo al Castello di Osaka che vediamo solo dall'esterno. A pochi passi c'e' una palestra in cui dei ragazzini si stanno allenando a Kendo, con la tipica armatura. Con le spade di bambu' se le danno di santa ragione e non sembrano risparmiarsi.
Io e Licia rimaniamo qualche altra ora ad Osaka per visitare il grattacielo Umeda... cos'ha di particolare? Sono due alte torri, separate alla base, che a meta' altezza sono unite da un ponte, e soprattutto sono unite alla cima da un anello che ospita un terrazzo all'aperto (Floating Garden 173) da cui e' possibile guardare i giardini sottostanti e soprattutto la splendida e sbrilluccicosa Osaka di notte.
Torniamo a Kyoto... sentiamo la mancanza della pizza

martedì 7 luglio 2009

2009 07 07 - 10 Tanabata

Settimo giorno del settimo mese, il che vuol dire che in giappone si celebra il Tanabata, la festa delle stelle. In una antica leggenda un pastore ed una dea si innamorarono, raffigurati oggi dalle stelle Vega e Altair. Ma questo non andata bene e vennero separati tramite la Via Lattea. Hanno una sola possibilità per incontrarsi, oggi in cui si reincarnano e si vedono sulle sponde di un fiume, solo per questa notte.
Tipicamente i giapponesi oggi scrivono i loro desideri o poesie sui Tanzaku, che appendono sugli alberi. E' il giorno in cui si accendono le stelle filanti.
Oggi facciamo il biglietto giornaliero per il bus. andiamo a Nord-ovest verso il padiglione dorato, il Kinkaku-ji, che inizialmente e' stata la villa di qualche importante personaggio. Nel 1987 è stato restaurato, ripristinando le scaglie d'oro che lo ricoprono.
Come ogni luogo di culto e turistico ci sono negozietti di souvenir, con la differenza (rispetto all'italia) che i prezzi rimango negli standard e non subiscono impennate.
Sempre in bus, protetti dalla pioggia, andiamo al padiglione d'argento a Nord-est. Peccato che sia i fase di restauro. Quindi nisba.
Torniamo in Kyoto centro, e giriamo per negozi finché le ragazze tornano dal ryokan in cui sono andate per indossar nuovamente lo yukata.
Oltre i sorrisi di apprezzamento dei giapponesi ricevono anche qualche scatto fotografico.
Cena in libertà. Antonio fa quattro chiacchiere con un giapponese che parla un pò di italiano.
Io, Tommaso e Raffaella proviamo un vero sushi-bar con il nastro trasportatore che fa scorrere dei piattini da scegliere liberamente, e alla fine paghiamo 137 yen per ogni piattino vuoto lasciato in pila.
Very good.
Di sera facciamo un Kyoto Sightseeing Nightwatching imprevisto dato che prendiamo il bus 205... nella direzione opposta!
E domani... Osaka!

lunedì 6 luglio 2009

2009 07 06 - 9 Cervi a Nara

Oggi gita fuori porta!
Andiamo alla stazione di Kyoto per sfruttare un po' il JR Pass e prender il treno per Nara,
ovvero la prima capitale del Giappone, in cui sono presenti numerosi templi.
Ma la cosa particolare non e' solo questo: cio' che la rende caratteristica e' che nei prati che circondano le zone sacre vivono liberamente, a contatto dei visitatori numerosi... cervi!
Appena con le bici arriviamo alla zona verde della citta' vediamo i primi cervi inerpicati sul ciglio della strada, e senza farsi troppi problemi, impassibilmente si lasciano avvicinare.
Inoltre in giro per la zona ci sono migliaia di ragazzini in gita, tutti con la propria divisa, armati di fotocamera usa e getta analogica (non so se fornita di default).
Dei piccoli chioschetti vendono biscotti per cervi a 150 yen (una leggenda narra di un turista che si e' mangiato questi biscotti anziche' darli ai cervi).
Licia e Raffaella provano a far le cervare, col risultato di attrarre intorno a loro una mandria di quadrupedi riconoscenti (a quanto si direbbe dai morsi dati alle loro maglie, e non solo...)
Visitiamo alcuni templi, fra cui il Todai-ji, la piu' grande edificazione al mondo realizzata in legno.
All'interno c'e' statua del Buddha Daibutsu, in bronzo e oro alta 16 metri, imponente.
Sempre qui vi e' una colonna in legno con una caratteristica particolare: ha un foro rettangolare alla base, e chi riesce a passarci dentro avra' l'accesso al paradiso!
Io, Raffaella e Antonio siamo i prescelti... Tommaso nemmeno ha provato per difficolta' logistiche (non ci sarebbe entrato nemmeno di spalle).
Torniamo in bici alla stazione di Nara accompagnati da quattro gocce di pioggia.
Una volta alla stazione di Kyoto altro giro al Bic Camera (con la commessa assordante con la sua voce stridula).
E poi assistiamo ad un evento naturale davvero particolare: la capacita' che i giapponesi hanno di auto-organizzarsi in file efficienti per l'entrata in treno.

That's all folks, e domani festa dell'estate!

domenica 5 luglio 2009

2009 07 05 - 8 Templi di Toji e Tofukuji

Oggi in bicicletta!
Ci dirigiamo a sud, oltre la stazione verso il tempio Toji per il mercatino delle pulci.
Si possono trovare pugnali e katane, gatti in ceramica e demoni, ventagli e bombe a mano, piattini e cannoni, orologi e riviste porno vintage, grattachecche e un sacco d'altro,
Nella zona sono ospitate diverse strutture, fra cui la pagoda a 5 piani, la piu' alta del Giappone.
In altri due templi sono ospitate decine di statue di grandi dimensioni raffiguranti delle divinita': la triade Yakushi e i Dodici Generali Celesti.
Andiamo ad est verso una zona antica piena di tempietti e rimaniamo incantati dallo stile rimasto intatto come centinaia di anni fa.
Accompagnati dalla camera-car sulla bici di Tommaso arriviamo nella zona di Tofukuji.
Stupisce come possano esser rimasti perfettamente intatti pur essendo prevalentemente realizzati in legno e bambu'.
Ci fermiamo a pranzare alla stazione di Kyoto in uno pseudo-ristorante italiano specializzato in spaghetti. Dato che la fame a quell'ora e' tanta, ci accomodiamo e prenotiamo l'arrivo di un cameriere tramite l'apposito pulsante (giapponesi troppo avanti). Non male, anche se manca un po' di sapore italico.
Vado in bici ad est dalle parti del Museo Nazionale di Kyoto, peccato sia chiuso. Gli altri in giro per la stazione incrociano una di quelle fontane che riproducono immagini con delle catene di acqua che cadono dall'alto.
Un po' di relax al ryokan, e sperimentiamo la lavanderia a gettoni. Funge.
Avendo ancora a disposizione le bici, alle 21.00 le riprendiamo per tornare nella zona delle Geishe a Gion, dove dopo un giro di perlustrazione fra le vie antiche del quartiere decidiamo di andar alla ricerca di una fonte di malto, e successivamente di qualcosa di piu' sostanzioso.
Ricordiamo un ristorante con menu' in inglese che avevamo incrociato la sera prima.
Su pietra lavica siamo noi stessi a controllar la cottura della carne e dei funghi, accompagnati da diversi tipi di salsine.
Il maestro Ken ci aiuta e consiglia sul da farsi e soprattutto sugli abbinamenti.
Il Sake', sia caldo che freddo (servito in un tubo di bambu'), viene presto spicciato.
Il posto non tradisce le aspettative proponendoci varie combinazioni di carne. Buono.
A fine serata in pratica facciamo il triplo della strada zigzagando allegramente a Kyoto accompagnati dalla musica italiana e soprattutto pugliese, e non manca l'inno di Mameli cantato in coro!
E domani gita a Nara :)