domenica 28 giugno 2009

2009 06 28 - 1 Ameyoko

SIBERIA, domenica 28 giugno.

Il viaggio prosegue spedito sulla Siberia, non si riesce a chiuder occhio nemmeno per quello spiraglio di buio calato e poi salutato dal sole sull'orizzonte russo. Licia ha un posto lontano dal nostro, e ha pure la sfortuna di avere due vicini di posto rompiscatole.
Qualche turbolenza sul cielo della Mongolia, proprio mentre guardo il film Gran Torino.


GIAPPONE, h 10:30

Tocchiamo il suolo giapponese!
"Buongiorno" la mia prima parola su terra nipponica, peccato per il cielo grigio.
E' incredibile notare come in un grande snodo come l'aeroporto viga l'ordine e l'efficienza: tanti addetti all'opera, dall'ordinar le file, a dar informazioni, e persino controllar la completezza dei moduli prima di presentarli all'area della verifica dei passaporti e presa delle impronte digitali (solo degli indici tramite scansione ottica).
Qualche pratica per ritirare il Japan Rail Pass, noleggiare 3 SIM della NTT DoCoMo. Scopriamo che la PostePay non funziona tentando di far acquisti, almeno sui tre tentativi fatti in diversi orari.
Il puntuale e continuamente pulito Narita Express ci porta verso la pioggia di Ueno.
Signori e ragazze con la mascherina da raffreddore. Siamo circondati da tipi con le mascherine, come anche in aereo e in aeroporto.
Le ragazze giapponesi che ci tengono all'aspetto e all'abbigliamento si riconoscono facilmente, almeno quasi quanto le lolita con gonna ricamata in pizzo e capelli solitamente tinti di biondo, per non parlar della camminata, come volendosi estraniare dalla propria cultura.
Un paio di clochard sotto i cavalcavia, non me lo sarei aspettato.
New Izu Hotel, con letti a terra, vediamo un pò di testare qualche usanza locale.
Usciamo a prender un paio di ombrelli dal piccolo negozietto Lawson.
All'Amashiroya ben sette piani di gadget fumettosi per grandi e bambini, dai giochi in scatola,m alle action figures a cose strambalate, di tutto e di più... e da cui abbiam dovuto strappar via Raffaella.
Iniziamo a girare per le vie del mercato di Ameyoko, pieno di negozi di abbigliamento, sale giochi affollate di maniaci del Pachinko, pescivendoli e soprattutto ristorantini, di quelli che si vedono nei cartoni animati che vendono il ramen cucinato come si deve, e di quelli che hanno in vetrina esposte le riproduzioni in plastica dei piatti offerti, che in realtà non rendono affatto l'idea.
Ne troviamo uno piccolo e accogliente grazie al naso di Licia e Tommaso che si erano fermati li vicino a sbavare grazie ai profumini nellaria delle strade, in cui scegliamo la cena solo fidandoci delle foto sul menu e dato che non ce n'e' uno in inglese, e il tipo proprio riesce a dir due o tre parole d'inglese, ma l'atmosfera è abbastanza spensierata ed alla fine rimaniamo soddisfatti, specie per il boccale di birra Sapporo.

2 commenti:

  1. NON FUNZIONA LA POSTEPAY???????????????????? Ed ora come fate?

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  2. azz.....ma la postepay in Giappone??? Boh..io non mi sarei fidata anche se vi hanno detto il contrario!

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